Tuesday, November 21, 2017 17:25

V.A. – Piano/Softly, as I Leave You – Omaggio a un “Paroliere”: Giorgio Calabrese

Hace tiempo, en el viejo blog presenté este post como homenaje a Giorgio Calabrese. Hoy lo vuelvo a proponer por dos razones: la primera es que simplemente vale la pena volver a escuchar esta estupenda canción en varias versiones, y la segunda es que me sirve de presentación para un próximo super-mega post del cual, por el momento no quiero decir más! Será, espero una grata sorpresa para todos…

Escuchando un viejo disco de Frank Sinatra me di cuenta de que había una canción que me gusta mucho y recordaba haber oído, hace muchos muchos años atrás, en otro idioma e interpretada por otro artista.
Se trata de “Piano”, un tema interpretado por Mina en 1960, con un texto muy bello. La canción en Italia tuvo buen éxito, pero se convirtió en “standard internacional” cuando fue traducida al inglés con el título de “Softly, as I Leave You” por Hal Shaper en 1961, e interpretada por artistas cuales Matt Monro y Frank Sinatra.

En la época en que la escuchaba interpretada por Mina no tenía idea de quien era el “paroliere” (o sea el escritor de textos de una canción), a dura pena leía los créditos y nunca me acordaba si el que iba de primero era el letrista o el compositor. Ahora, gracias a mi amigo Christian, se algo más de los autores y en especial de un “Paroliere” con mayuscula, descubriendo que ha compuesto las letras de muchísimas de las más bellas ( y por mi más queridas) canciones italianas: Giorgio Calabrese.

Giorgio Calabrese hace parte del gran número de artistas (autores, compositores, cantantes, cantautores) que nacieron en Génova y sus alrededores. Son tantos los artistas para los cuales ha escrito canciones que es imposible enumerarlos todos, pero podemos recordar uno de los primeros con el que trabajó: Umberto Bindi con “Arrivederci” e ” Il nostro concerto”, seguido por Mina para la que escribió por muchísimos años además de hacer junto a ella el programa radiofónico “Pomeriggio con Mina” que durará por bien siete años, Ornella Vanoni (Domani è un altro giorno, Il tempo d’impazzire, Uomo mio, bambino mio), Iva Zanicchi y muchísimos más….
También ha traducido al italiano textos de canciones francesas, sobretodo de Aznavour, y brasileñas de Antonio Carlos Jobim, Juca Chaves, Chico Buarque.

Entonces se me ocurrió hacer un pequeño y humilde homenaje a un “Paroliere” con la mayúscula, reuniendo en este álbum algunas versiones de una canción que fue para mi muy importante en aquella época de 1960.
Naturalmente necesitaba de una super gráfica y quien mejor que el “Cómplice” Kurtigghiu para ayudarme?

Gracias Señor Calabrese!

(Testo in italiano nei “Comentarios”)

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Tracklist:

01. Mina – Piano (1961)
02. Frank Sinatra – Softly As I Leave You
03. Henry Mancini – Softly, As I Leave You
04. Matt Monro – Softly, As I Leave You
05. Shirley Bassey – Softly, As I Leave You
06. Elvis Presley – Softly, As I Leave You
07. Doris Day – Softly, As I Leave You
08. Mina – Piano (2004)

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Aquí

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One Response to “V.A. – Piano/Softly, as I Leave You – Omaggio a un “Paroliere”: Giorgio Calabrese”

  1. Paola dice:

    Molto tempo fa, nel vecchio blog ho presentato questo post come un omaggio a Giorgio Calabrese. Lo propongo di nuovo oggi per due motivi: il primo è che vale la pena ascoltare questa stupenda canzone in diverse versioni, e la seconda è che funge da presentazione per un prossimo super-mega post, del quale per il momento non voglio dire di più! Sarà, mi auguro, una bella sorpresa per tutti …

    ***

    Ascoltando un vecchio disco di Sinatra mi sono accorta che c’era una canzone che mi piace moltissimo e che ricordavo avere ascoltato, molti molti anni fa, interpretata da un altro artista e in una differente lingua.
    Si tratta di “Piano”, un brano interpretato da Mina e con un testo che mi piaceva molto.
    La canzone in Italia ebbe buon successo, ma divenne uno standard internazionale solo quando fu tradotta all’inglese da Hal Shaper nel 1961 ed interpretata da cantanti come Matt Monro e Frank Sinatra.

    Quando io l’ascoltavo cantata da Mina (ero abbastanza piccola) non avevo la piú pallida idea di chi fosse il paroliere, a dire il vero neanche leggevo i nomi degli autori; eppoi non sapevo mai se quello che nominavano per primo era il paroliere o il compositore…beata ignoranza la mia; però condivisa, credo, dalla la maggior parte della gente.
    Adesso, grazie al caro amico Christian, ne so qualcosina di più sugli autori, e soprattutto su un “Paroliere” con maiuscola, e ho scoperto che ha scritto i testi di moltissime delle più belle (e da me più amate) canzoni italiane: Giorgio Calabrese.

    Giorgio Calabrese fa parte del nutrito numero di artisti (parolieri, compositori, cantanti, cantautori) nati a Genova. Sono tanti e poi tanti gli artisti per i quali ha scritto canzoni che è impossibile ricordarli tutti, fra l’altro mi vergogno anche un po’ a cercare di scrivere su di lui. Però non posso fare a meno di citare Umberto Bindi (Arrivederci, Il nostro concerto), Mina con cui ha collaborato moltissimi anni, facendo anche assieme a lei il programma radiofonico “Pomeriggio con Mina” (che se non sbaglio durò sei o sette anni), Ornella Vanoni (Domani è un altro giorno, Il tempo d’impazzire, Uomo mio, bambino mio), Iva Zanicchi e tanti tanti altri.
    Ha anche il merito di aver tradotto e adattato splendidamente all’italiano testi di canzoni francesi, soprattutto di Aznavour, e brasiliane (Antonio Carlos Jobim, Juca Chaves, Chico Buarque).

    Così mi è venuta voglia di fare un piccolissimo ed umile omaggio a un “Paroliere” con maiuscola, riunendo in questo album alcune versioni di una cnzone che fu per me molto importante in quell’epoca già lontanissima del 1960.
    Naturalmente avevo bisogno di una super grafica (che questa volta mi sono ricordata di mettere nel file), e chi poteva farla se non il gran Kurtigghiu? (Bacio le mani…)

    Grazie Signor Calabrese!

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